Fotografia di opere d'arte
Documentazione e studio di opere d'arte mediante fotografia ad alta fedeltà e tecniche di imaging multispettrale.

Per fotografia di opere d'arte intendiamo quella finalizzata alla comprensione o alla conservazione dei beni e del patrimonio culturale attraverso l'immagine digitale.
Questo tipo di fotografia viene realizzato per diversi scopi:
- Nell'ambito di un processo di diagnosi del bene culturale, per comprenderne i fattori e i meccanismi di alterazione e il suo stato di conservazione.
- Per comprendere la tecnica impiegata dall'autore e, così, risalire spesso alla paternità di un'opera. Queste tecniche sono infatti comunemente utilizzate nella perizia e nell'attribuzione di opere d'arte.
- Per conservare le informazioni relative a un'opera d'arte o a un bene culturale in formato digitale, procedendo alla sua digitalizzazione per poterlo comprendere o studiare in futuro, o persino realizzarne un facsimile o una riproduzione.
La fotografia e la documentazione grafica di opere d'arte costituiscono quindi un processo che comporta una grande responsabilità in termini di precisione colorimetrica e metrica, così come nell'esame dell'opera in bande non visibili dello spettro, come l'ultravioletto o l'infrarosso.
Allo stesso modo, la documentazione e la digitalizzazione di opere d'arte richiedono professionisti specializzati nella diagnostica per immagini, come i restauratori di opere d'arte, capaci di interpretare e valutare in modo appropriato i risultati ottenuti da tali immagini.
Servizi offerti
I servizi offerti nell'ambito della digitalizzazione e della documentazione dei beni culturali sono:
Digitalizzazione ad alta risoluzione
Ovvero, con un livello di dettaglio molto elevato, capace di riprodurre particolari minimi, dell’ordine di alcune decine di micron, indipendentemente dalle dimensioni dell’opera. A questo scopo utilizziamo tecniche computazionali basate sulla fotografia a mosaico, l’automazione di grandi quantità di immagini, la fotomacrografia, ecc.
Il risultato sono immagini dell’ordine di milioni di pixel, che ci permettono di documentare un’opera con un livello di dettaglio ottimale o sufficiente a comprenderla adeguatamente, così come le sue forme di alterazione.
Elevata precisione cromatica.
Ogni immagine a colori comporta accurati processi di gestione del colore, per assicurare che il colore documentato di un’opera corrisponda fedelmente alla realtà. Il colore è un attributo importante che ci permette di comprendere l’opera stessa, dalle tecniche e dai materiali utilizzati dall’autore fino al suo stato di conservazione.
Tutti i processi di gestione del colore sono preventivamente validati mediante prove che ci permettono di stabilire i criteri di qualità dei nostri progetti e di certificare così che il colore riprodotto corrisponda alla realtà.
Bande non visibili
La comprensione di un’opera d’arte va ben oltre ciò che vediamo a occhio nudo, ovvero il suo colore. Abbiamo infatti bisogno di tecniche che ci consentano di esplorare le regioni non visibili dello spettro. Queste tecniche sono:
Le riflettografie infrarosse
Ci forniscono informazioni molto preziose su eventuali disegni sottostanti, come il disegno preparatorio o i pentimenti, realizzati dall’autore, dall’artista o nel corso di successivi restauri o modifiche dell’opera. Pertanto, l’immagine nella banda dell’infrarosso è una delle più comunemente utilizzate nello studio delle opere d’arte.
2. Ultravioletto
Per quanto riguarda le tecniche relative alla banda dell’ultravioletto, ovvero quella che si colloca al di sotto dei 400nm, possiamo distinguere due approcci:
- Da una parte, la cosiddetta fluorescenza ultravioletta: illuminiamo l’opera con una luce ricca di radiazione ultravioletta e documentiamo nel visibile eventuali fenomeni di fluorescenza. Questa è la tecnica più comune per lo studio degli strati di vernice, in termini di stato di conservazione, continuità, pulizia, ecc.
- Dall’altra, la riflettografia ultravioletta, ovvero la fotografia nella banda dell’ultravioletto. La riflettografia ultravioletta svolge un ruolo molto importante nel recupero di testi manoscritti su pergamena e nell’esame documentale in generale, nonché nell’identificazione di ridipinture e interventi sulle opere d’arte.
3. Immagine multispettrale e analisi delle immagini
Spesso lavorare su singole bande, separatamente a colori, nell’infrarosso o nell’ultravioletto, non offre informazioni sufficienti o almeno comprensibili per esaminare il fenomeno che vogliamo documentare. L’imaging multispettrale viene eseguito su diverse bande, che analizziamo normalmente mediante tecniche statistiche per estrarre informazioni non visibili, a priori, in nessuna delle singole bande. L’imaging multispettrale, insieme all’analisi delle immagini, ci permette di mettere in evidenza aspetti di un’opera d’arte o di un bene culturale non visibili a occhio nudo o di difficile comprensione.
4. Radiazioni ionizzanti.
Tra queste rientrano le tecniche a raggi X, capaci di penetrare nelle opere d’arte e nei beni culturali e di offrirci una visione precisa della loro struttura interna. Questo tipo di lavoro viene svolto in collaborazione con tecnici e centri specializzati e spesso comporta lo spostamento dell’opera, sebbene disponiamo anche di apparecchiature portatili.
Tecniche tridimensionali
Sono destinate alla modellazione o alla restituzione dell’opera in tre dimensioni, normalmente mediante tecniche di fotogrammetria, con il risultato di un modello tridimensionale o di un’ortoimmagine.
La documentazione tridimensionale ha un elevato valore metrico e ci permette di descrivere con precisione la morfologia di un bene culturale, migliorandone così la comprensione.
La documentazione tridimensionale ha quindi due impieghi fondamentali:
- Effettuare studi nel tempo, al fine di valutare la stabilità strutturale di un bene culturale: si realizza un modello tridimensionale in un determinato momento e un altro in un momento successivo; i due modelli vengono sovrapposti per stimare le differenze metriche e dedurre così eventuali variazioni dimensionali, perdite di materiale, ecc.
- Disporre di informazioni metriche precise su un bene culturale, sia a fini di documentazione sia in vista di un intervento. Ad esempio, è comune generare ortoimmagini, ovvero immagini corrette prospetticamente, per disporre di informazioni metriche precise su sculture o rilievi, ma anche su opere pittoriche.
Relazioni di esecuzione
Tutti i lavori realizzati su beni culturali o opere d'arte sono accompagnati da una relazione esaustiva che descrive le procedure, gli standard, i criteri e i test di controllo qualità utilizzati durante l'esecuzione del progetto. Queste relazioni, spesso chiamate “condition report”, sono obbligatorie o quantomeno fortemente raccomandate, poiché ci aiutano a comprendere l'opera attraverso le tecniche applicate e diventano parte della documentazione che la descrive e ne facilita la comprensione, dall'attribuzione allo stato di conservazione. Sono inoltre fondamentali per la compravendita o la vendita all'asta di qualsiasi opera d'arte.