Italiano

Fotografia di opere d'arte

Documentazione e studio di opere d'arte mediante fotografia ad alta fedeltà e tecniche di imaging multispettrale.

Fotografia di opere d'arte
Confronto tra immagine a colori e immagine UV. Di José Pereira.
Inizio

Per fotografia di opere d'arte intendiamo quella finalizzata alla comprensione o alla conservazione dei beni e del patrimonio culturale attraverso l'immagine digitale.

Questo tipo di fotografia viene realizzato per diversi scopi:

  1. Nell'ambito di un processo di diagnosi del bene culturale, per comprenderne i fattori e i meccanismi di alterazione e il suo stato di conservazione.
  2. Per comprendere la tecnica impiegata dall'autore e, così, risalire spesso alla paternità di un'opera. Queste tecniche sono infatti comunemente utilizzate nella perizia e nell'attribuzione di opere d'arte.
  3. Per conservare le informazioni relative a un'opera d'arte o a un bene culturale in formato digitale, procedendo alla sua digitalizzazione per poterlo comprendere o studiare in futuro, o persino realizzarne un facsimile o una riproduzione.

La fotografia e la documentazione grafica di opere d'arte costituiscono quindi un processo che comporta una grande responsabilità in termini di precisione colorimetrica e metrica, così come nell'esame dell'opera in bande non visibili dello spettro, come l'ultravioletto o l'infrarosso.

Allo stesso modo, la documentazione e la digitalizzazione di opere d'arte richiedono professionisti specializzati nella diagnostica per immagini, come i restauratori di opere d'arte, capaci di interpretare e valutare in modo appropriato i risultati ottenuti da tali immagini.

Servizi offerti

I servizi offerti nell'ambito della digitalizzazione e della documentazione dei beni culturali sono:

Digitalizzazione ad alta risoluzione

Ovvero, con un livello di dettaglio molto elevato, capace di riprodurre particolari minimi, dell’ordine di alcune decine di micron, indipendentemente dalle dimensioni dell’opera. A questo scopo utilizziamo tecniche computazionali basate sulla fotografia a mosaico, l’automazione di grandi quantità di immagini, la fotomacrografia, ecc.

Il risultato sono immagini dell’ordine di milioni di pixel, che ci permettono di documentare un’opera con un livello di dettaglio ottimale o sufficiente a comprenderla adeguatamente, così come le sue forme di alterazione.

Elevata precisione cromatica.

Ogni immagine a colori comporta accurati processi di gestione del colore, per assicurare che il colore documentato di un’opera corrisponda fedelmente alla realtà. Il colore è un attributo importante che ci permette di comprendere l’opera stessa, dalle tecniche e dai materiali utilizzati dall’autore fino al suo stato di conservazione.

Tutti i processi di gestione del colore sono preventivamente validati mediante prove che ci permettono di stabilire i criteri di qualità dei nostri progetti e di certificare così che il colore riprodotto corrisponda alla realtà.

Bande non visibili

La comprensione di un’opera d’arte va ben oltre ciò che vediamo a occhio nudo, ovvero il suo colore. Abbiamo infatti bisogno di tecniche che ci consentano di esplorare le regioni non visibili dello spettro. Queste tecniche sono:

  1. Le riflettografie infrarosse

    Ci forniscono informazioni molto preziose su eventuali disegni sottostanti, come il disegno preparatorio o i pentimenti, realizzati dall’autore, dall’artista o nel corso di successivi restauri o modifiche dell’opera. Pertanto, l’immagine nella banda dell’infrarosso è una delle più comunemente utilizzate nello studio delle opere d’arte.

Confronto tra immagine a colori e immagine IR. Di José Pereira.

   2. Ultravioletto

Per quanto riguarda le tecniche relative alla banda dell’ultravioletto, ovvero quella che si colloca al di sotto dei 400nm, possiamo distinguere due approcci:

  • Da una parte, la cosiddetta fluorescenza ultravioletta: illuminiamo l’opera con una luce ricca di radiazione ultravioletta e documentiamo nel visibile eventuali fenomeni di fluorescenza. Questa è la tecnica più comune per lo studio degli strati di vernice, in termini di stato di conservazione, continuità, pulizia, ecc.
  • Dall’altra, la riflettografia ultravioletta, ovvero la fotografia nella banda dell’ultravioletto. La riflettografia ultravioletta svolge un ruolo molto importante nel recupero di testi manoscritti su pergamena e nell’esame documentale in generale, nonché nell’identificazione di ridipinture e interventi sulle opere d’arte.
Fotografia UV. Di José Pereira.

  3. Immagine multispettrale e analisi delle immagini

Spesso lavorare su singole bande, separatamente a colori, nell’infrarosso o nell’ultravioletto, non offre informazioni sufficienti o almeno comprensibili per esaminare il fenomeno che vogliamo documentare. L’imaging multispettrale viene eseguito su diverse bande, che analizziamo normalmente mediante tecniche statistiche per estrarre informazioni non visibili, a priori, in nessuna delle singole bande. L’imaging multispettrale, insieme all’analisi delle immagini, ci permette di mettere in evidenza aspetti di un’opera d’arte o di un bene culturale non visibili a occhio nudo o di difficile comprensione.

Immagine multispettrale. Di José Pereira.

  4. Radiazioni ionizzanti.

Tra queste rientrano le tecniche a raggi X, capaci di penetrare nelle opere d’arte e nei beni culturali e di offrirci una visione precisa della loro struttura interna. Questo tipo di lavoro viene svolto in collaborazione con tecnici e centri specializzati e spesso comporta lo spostamento dell’opera, sebbene disponiamo anche di apparecchiature portatili.

Sistema di acquisizione di immagini mediante raggi X. Di Alejandro Maestre.

Tecniche tridimensionali

Sono destinate alla modellazione o alla restituzione dell’opera in tre dimensioni, normalmente mediante tecniche di fotogrammetria, con il risultato di un modello tridimensionale o di un’ortoimmagine.

La documentazione tridimensionale ha un elevato valore metrico e ci permette di descrivere con precisione la morfologia di un bene culturale, migliorandone così la comprensione.

Immagine 3D. Di José Pereira.

La documentazione tridimensionale ha quindi due impieghi fondamentali:

  • Effettuare studi nel tempo, al fine di valutare la stabilità strutturale di un bene culturale: si realizza un modello tridimensionale in un determinato momento e un altro in un momento successivo; i due modelli vengono sovrapposti per stimare le differenze metriche e dedurre così eventuali variazioni dimensionali, perdite di materiale, ecc.
  • Disporre di informazioni metriche precise su un bene culturale, sia a fini di documentazione sia in vista di un intervento. Ad esempio, è comune generare ortoimmagini, ovvero immagini corrette prospetticamente, per disporre di informazioni metriche precise su sculture o rilievi, ma anche su opere pittoriche.

Relazioni di esecuzione

Tutti i lavori realizzati su beni culturali o opere d'arte sono accompagnati da una relazione esaustiva che descrive le procedure, gli standard, i criteri e i test di controllo qualità utilizzati durante l'esecuzione del progetto. Queste relazioni, spesso chiamate “condition report”, sono obbligatorie o quantomeno fortemente raccomandate, poiché ci aiutano a comprendere l'opera attraverso le tecniche applicate e diventano parte della documentazione che la descrive e ne facilita la comprensione, dall'attribuzione allo stato di conservazione. Sono inoltre fondamentali per la compravendita o la vendita all'asta di qualsiasi opera d'arte.

Consulta questa specialità ↗